Il nostro tema specifico in questo momento è la speranza cristiana. Che cosa si aspetta realmente il cristiano quando spera? Che cosa determina e caratterizza in modo specifico la sua vita nella speranza cristiana? Abbiamo visto che si aspetta la venuta di Gesù Cristo in gloria…
Significa la sua trasformazione, la sua investitura con un nuovo essere che non è esposto alla corruzione né soggetto alla morte, la sua restaurazione e l’inizio della sua salvezza e vita eterna. Ma significa tutte queste cose solo nel contesto globale dell’atto redentivo finale di Dio nella piena manifestazione della riconciliazione del mondo compiuta in Gesù Cristo, della conclusione della pace tra il Creatore e creatura stabilita in Lui, del regno o dell’instaurazione del dominio di Dio su tutti gli uomini e su tutte le cose attuato in Lui, dell’alterazione dell’intera realtà umana e cosmica attuata in Lui.
Questo evento di rivelazione atteso da lui nella speranza non sarà particolare ma universale. Non i suoi occhi soltanto, ma quelli di tutta la comunità che ha sperato in Lui in ogni epoca e luogo, e anzi di tutti gli uomini che sono vissuti, o vivono, o vivranno, vedranno questa grande luce, ne saranno atterriti, ma ne saranno anche rallegrati. Non lui solo, ma tutti i membri noti e sconosciuti della comunità esaltati come fratelli e sorelle di Gesù Cristo e quindi figli di Dio, e tutti gli uomini tra i quali la comunità ha dovuto annunciare il Vangelo della figliolanza divina in questa epoca…. Questo, dunque, è ciò che il cristiano si aspetta. È meraviglioso che egli stesso appartenga e apparterrà alla comunità e a tutta l’umanità e all’intero ordine cosmico che ha questo davanti a sé.
Il cristiano come testimone della speranza.
La sua chiamata è al servizio. È una chiamata a un ministero di testimonianza della Parola di Dio che non si rivolge solo a se stesso o a pochi, ma a tutti gli uomini. È chiamata al ministero della Parola divina sull’opera che Dio ha compiuto non solo per sé o per pochi, ma per tutti gli uomini. È una chiamata ad attestare Gesù Cristo come Salvatore del mondo, che è anche il grande Profeta che parla al mondo. È chiamata alla partecipazione personale al ministero della comunità cristiana inviata nel mondo. Il cristiano non è solo ordinato a questa funzione, ma è istituito in essa. Quale altro significato o scopo potrebbe avere la sua vita, come quella di chi può sperare, se non quello di guardare e andare avanti nella partecipazione presente, anche se all’interno del mondo, al futuro compimento della Parola divina, alla rivelazione consumante del Salvatore del mondo, che è futuro del mondo?
Ciò che determina e caratterizza la sua vita e la sua azione è che non spera a proprio rischio ……Spera per Dio, “a lode della sua gloria” (Ef. 114). Dio vuole che tra coloro che non hanno speranza egli esista come uno che ne ha. E quando mantiene la promessa fatta con questa disposizione divina, spera anche per gli altri, per coloro che sono senza speranza, cioè per coloro che non sanno ancora che la Parola di Dio vale anche per loro e che il suo compimento è davanti a loro, che sono estranei alla precedente rivelazione di Gesù Cristo.
Il cristiano spera per dimostrare che c’è una buona ragione e un motivo per cui tutti gli uomini e il mondo intero sperano con lui…… non spera per se stesso, ma per il bene di Dio e degli uomini a cui è legato e impegnato come uno che crede e ama e quindi spera come cristiano. Ci devono essere nel mondo uomini che anche nella notte, forse solo a mezzanotte o prima, o forse nell’ora dell’alba, guardano al mattino, al sorgere prima o poi del Sole di giustizia, alla fine e al traguardo di tutte le cose e quindi al loro nuovo inizio nella luce, che nessuna fine ulteriore può seguire……
Ci devono essere uomini la cui irrefrenabile e costante inquietudine impedisce ad almeno alcuni, e forse anche a molti, dei loro compagni di addormentarsi come se nulla fosse accaduto e nulla di straordinario potesse accadere in futuro. Così facendo, essi fanno provvisoriamente, e in grande debolezza e fragilità , ciò che Egli stesso farà infine con potenza inequivocabile e irresistibile quando verrà il suo giorno. In questo senso essi sono i suoi rappresentanti. ……
… La vita cristiana nella speranza, dove si trova veramente, è il seme dell’eternità già seminato nel mondo attuale, o meglio il seme della salvezza prossima del mondo intero. È solo seme, e quindi ancora solo e nascosto dal resto da una crosta di terra dura e invernale. Ma è un seme vivo, che deve morire come tale, ma che rinascerà in primavera e, come il granello di senape del Vangelo (Mt 1331), diventerà più grande di tutte le piante e si trasformerà in un grande albero, tanto che “gli uccelli del cielo vengono e si posano sui suoi rami”.




